| Titolo: una dura realtà... |
Nome: paolo (carnovalepaolo@yahoo.com) 3/7/2009
Non so...credo sia + una questione di generi. La musica strumentale qui in Italia non ha mai tirato...l'unica vera hit di questo tipo è la soundtrack di Profondo Rosso,dobbiamo tornare al 1975 quindi... Gli artisti straneri qui da noi vendono, e bene. Il discorso su Mike è,credo, più particolare. Già dopo Tubular Bells, che comunque non arrivò oltre la 10^ posizione nelle charts nostrane, i suoi album faticarono ad entrare nelle classifiche italiche. Bisogna aspettare il 1983 e Crises per trovare alti riscontri di vendite. Ma di Crises(ed anche del successivo Discovery, discreto successo anche quello) tirarono soprattutto le hit single che tutti conosciamo...Fu quindi un successo un pò "dopato". La vera dimensione artistica di Mike, i lunghi strumentali qui non sono mai stati digeriti...Ecco perchè non abbiamo visto uno straccio si campagna pubblicitaria per tutti gli album dei '90 (piccola eccezione forse per Voyager, ancora una volta però"dopata" dal successo della musica celtica in quel periodo). Insomma,credo che dobbiamo davvero metterci l'anima in pace e rassegnarci al fatto che Oldfield qui è stato e sarà un musicista di culto, ma niente di +...e che, con rarissime eccezioni non troveremo articoli sulle sue novità disocgrafiche o sui suoi concerti. E che nei reparti Cd di musica saremo fortunati a trovare qualche copia della sua ultima fatica discografica... Triste ma oggettiva realtà, con tutte le logiche conseguenze: le case discografiche sono parecchio timide nel promuoverlo, e Mike stesso se fa tour di dimensioni ridotte (TB2 e recentemente Night of Promos) )evita la nostra allegra penisola... Restiamo noi, fedeli da 20 0 30 e + anni...I 4.000 di udine 99 li vedo come degli eroi. Noi meriteremmo di +, senz'altro, ma come cambiare uno stato di fatto che dura praticamente dalla prima ora della carriera di Oldfield? |
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